“Beh...forse per punizione!” Giovanni Storti
Al Trail di Portofino mi sono mischiato a tanta gente, tutta colorata diversamente, contribuendo e colorando l'Arcobaleno...la sua marcia.
Podisti arrivati a Santa da luoghi di mare, città distanti e monti santi. Richiamati, attratti dall'omonimo Parco, stupefatti dagli angoli acuti di San Rocco di Camogli, stretto fra il monte e la scogliera.
L'incanto sfiorato con il fascino intatto dell'abbazia di San Fruttuoso, posata sulla spiaggia. Passata attraverso i secoli da monastero, a covo di pirati a umile dimora di pescatori. La famiglia Doria in seguito, fece erigere la torre, all'epoca prezioso “strumento” d'avvistamento...
Le discese: pietre rese viscide dalla pioggia fitta, dalla pozione poltiglia di fango e fogliame.
Le risalite ripidissime, affrontate come formichine indemoniate dalla tribù dei trailers. Allungati dai violentissimi cambi di pendenza. E' li che alla domanda posta a Giovanni Storti sul perché pratichi questo sport. mi ha sorriso e risposto: < beh...forse per punizione! >
Ho corso molto, faticato tanto...camminato.
Ho reso omaggio ai volontari, disseminati meticolosamente in ogni “canto”, gli ho sorriso e ringraziato per il loro darsi, presenti rassicuranti!
Ho provato cercando di cogliere più e quanto. Sospeso, immerso fra me e il mare borbottante. In cerca di attimi d'emozione, di stupore. Come i raggi filtrati fra le dense nuvole spesse, disegnando miraggi fra le onde agitate...
Attraverso le fronde degli alberi nel bosco, raggi sfumati dalla nebbia, i quali hanno acceso i colori bagnati ma incendiati dell'autunno. Regalando una “fotografia” dell'insieme incredibilmente inaspettata!
Ho alzato gli occhi alti verso il cielo pur correndo prono, avanzando e camminando col capo chino.
Ho atteso pazientemente il mio “attimo fuggente”. Nel quale riesci ad ascoltare con gli occhi percepire con le orecchie.
“Ho masticato ricci e sassi, sputato foglie e fango. Bevuto il cielo, mangiato la pioggia, sciato sul cemento.”
Ho corso incontro al vento a braccia aperte, per essere sollevato e trasportato.
Ho incrociato sguardi intensi, volti spiritati, occhi indemoniati lucidi di dolore per cadute rovinose.
Ho corso al fianco di Enrico ...mi sono divertito. Di Gilberto Costa